Trionfo di malinconia

“Renzi al 40 e Berlusconi al 16. Per la prima volta il centrodestra è sopra il 55 per cento”. Ed è tutto qui, in questa battuta di Simone Baldelli, il malinconico trionfo di Cesano Boscone. “E che poteva mai succedere senza Berlusconi? E’ ovvio che siamo calati”, dice Renata Polverini, “abbiamo fatto la campagna elettorale senza il nostro campione”. E Renato Brunetta: “Renzi si è mangiato tutto il centro. E pure qualche voto nostro”.
21 AGO 20
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“Renzi al 40 e Berlusconi al 16. Per la prima volta il centrodestra è sopra il 55 per cento”. Ed è tutto qui, in questa battuta di Simone Baldelli, il malinconico trionfo di Cesano Boscone. “E che poteva mai succedere senza Berlusconi? E’ ovvio che siamo calati”, dice Renata Polverini, “abbiamo fatto la campagna elettorale senza il nostro campione”. E Renato Brunetta: “Renzi si è mangiato tutto il centro.
E pure qualche voto nostro”. Insomma Forza Italia prova a dar forma allo spleen post elettorale, e in tanti adesso dicono che poteva andare persino peggio, che in fondo si tratta di un successo, perché, dice Giovanni Toti: “Sommati tutti i voti del centrodestra, compresi quelli di Alfano e quelli di Fratelli d’Italia, pareggiamo con Grillo. E se ci mettiamo pure la Lega, siamo sopra il Movimento 5 stelle”. E in effetti la somma algebrica dei voti di FI, di Nuovo centrodestra e di Fratelli d’Italia conferma l’immagine del pareggio con il Movimento cinque stelle. Specie nel Mezzogiorno, dove il partito di Silvio Berlusconi ha superato Grillo. Al sud FI è andata in controtendenza rispetto ai dati nazionali, con il 22,19 per cento di media nella circoscrizione guidata da Raffaele Fitto, l’ex ministro pugliese recordman di preferenze.
“Adesso comincia un grande lavoro per tutto il centrodestra. Un percorso che, vedrete, ci riporterà alla guida del paese”, dice Mariastella Gelmini, mentre Forza Italia attende l’ufficio di presidenza di mercoledì prossimo (“bisogna fare dei cambiamenti”, ha detto il Cavaliere) e gli ambasciatori di Angelino Alfano si sono rimessi al lavoro: “Chiusa questa tornata elettorale è evidente che si debba rifondare il centrodestra. Ripartire da una nuova alleanza”, dice Fabrizio Cicchitto. Ma dentro Forza Italia alcuni paventano il rischio di una deflagrazione, al Senato, nei gruppi parlamentari. Chissà. Al Castello, tra i fedelissimi di Arcore, si aspettano una mossa d’anticipo del Cav., perché – dicono – adesso Fitto, che ha doppiato Toti fermo a circa 140 mila preferenze, farà pesare i suoi 280 mila voti personali negli equilibri interni. Mercoledì dovrebbe essere il giorno della disfida. Salvo probabilissimi colpi di scena.
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E il colpo di scena potrebbe infatti esserci. Da Arcore sussurrano che il Cav. non ha alcuna intenzione di convocare un ufficio di presidenza per discutere dei suoi affari, cioè del suo partito, con Fitto e gli altri baroni meridionali. Per adesso l’ex ministro pugliese ha avanzato due richieste ufficiose: primarie per la leadership e nuova elezione dei capigruppo di Forza Italia (oggi sono Renato Brunetta alla Camera e Paolo Romani al Senato). Berlusconi dovrà in qualche modo scendere a patti con Fitto e i suoi uomini. Sulla prima ipotesi, quella delle primarie, ieri il Cavaliere ha detto così ai suoi collaboratori: “Per me le possiamo anche fare. Tanto mi candido e vinco io”. Dunque sembrano un’ipotesi complicata. Quanto alla seconda richiesta ufficiosa, quella di (ri)eleggere i capigruppo, c’è invece qualche possibilità in più. Dalle parti di Raffaele Fitto fanno notare che “in queste europee, dentro Forza Italia, ha vinto la vecchia guardia. Siamo gli unici che prendono voti”. E la voce, anonima, si riferisce non soltanto al risultato elettorale di Fitto, ma anche a quello – ragguardevole – di altri uomini e donne d’esperienza: Alessandra Mussolini, Salvatore Cicu, Alberto Cirio. D’altra parte, la nuova guardia, cioè i ragazzi di Arcore (Toti, Comi, Furlan, Ronzulli), non sono andati così bene: Licia Ronzulli non è stata nemmeno eletta.

“Forza Italia ha avuto un risultato inferiore alle mie attese ma si conferma il perno insostituibile del centrodestra”, ha detto Berlusconi. Secondo le analisi dei flussi che gli ha fornito Denis Verdini, FI ha perso 1,5 milioni di voti a vantaggio delle altre forze di centrodestra mentre un altro milione sarebbe andato verso l’astensione. Ha detto il Cav.: “Siamo noi l’asse attorno al quale ricostruire una coalizione in grado di contendere con successo alla sinistra la vittoria alle elezioni politiche”. Angelino Alfano ha risposto così, con una certa sprezzatura: “Quando quelli di FI avranno capito, mi chiamino”. Dentro Forza Italia, nei corridoi del partito, borbottano: “Alfano ci prende in giro. In realtà è pronto a consegnarsi a Renzi”. Chissà. E’ vero che nel Nuovo centrodestra la discussione è aperta. Pier Ferdinando Casini già chiede un altro ministro a Renzi, ed è attratto dal ragazzino vittorioso. Così come Gaetano Quagliariello.